Solidarietà ai No Tav
Il calore di una comunità che si stringe nella lotta per un futuro migliore, il coraggio di battersi e resistere fino in fondo contro le speculazioni e gli abusi: questo è il movimento No Tav per tutti noi che li abbiamo conosciuti da vicino, andando in Val di Susa e partecipando alle loro battaglie.
Per questo i teoremi di Caselli su “violenti-antagonisti-terroristi” che prevedibilmente accompagnano le decine di arresti di questa mattina suonano per noi come una stanca farsa mediatica distante anni luce dalla realtà di un movimento popolare ampio, forte e unito.
Noi aquilane e aquilani sappiamo bene, per averlo vissuto sulla nostra pelle dopo il terremoto del 2009, cosa vuol dire vedere il proprio territorio militarizzato, sottratto con violenza agli abitanti e infine saccheggiato dai soliti gruppi d’affari, con la complicità dei politici di ogni colore, mentre magistratura e forze dell’ordine si occupano di criminalizzare chi si oppone. Questo è accaduto a molte/i attiviste/i del comitato 3e32 e di Casematte, sotto processo per aver provato a bloccare lo sciacallaggio su ciò che rimaneva della nostra città e per aver dato vita a spazi di libertà contro la tirannia della Protezione Civile prima e dei Commissari poi (link1 e link2 agli articoli).
Questo stesso sistema lo vediamo in atto da anni in Val di Susa allo scopo di costruire un’opera inutile, costosissima, devastante per l’ambiente e le persone, preziosa solo per interessi mafiosi.
Mentre la crisi dilaga, le manovre dei governi che si succedono penalizzano sempre e solo i più deboli, e molti in tutta Italia iniziano forse a sentire la necessità di ribellarsi contro questo stato di cose, viene colpito il movimento No Tav: un movimento che non è mai stato localista , ma che è sempre stato per tutte/i un esempio di democrazia reale, autodeterminazione, difesa dell’ambiente e dei diritti sociali. Un movimento che per queste ragioni, con buona pace di Caselli e dei suoi spettri di terrorismo, gode tra la gente di un consenso sempre più ampio.
In questi anni abbiamo imparato dai No Tav che non esistono beni comuni se non c’è qualcuna/o che combatte per difenderli, e che solo nelle lotte si creano comunità e valori. Oggi da loro accogliamo il suggerimento che forse, con la crisi che ci divora, non è il caso che lo Stato spenda 20 miliardi di euro per un treno che non serve. Con quei soldi si dovrebbero pagare stipendi, pensioni, scuole, ospedali, trasporti pubblici per tutti. E, magari, ricostruire L’Aquila.
Non un passo indietro, lunga vita ai No Tav!
Noi non dimentichiamo…

Non ci stupiscono per niente le intercettazioni venute fuori in questi giorni su Bertolaso e Gianni Letta.
Non ci stupiscono perché non abbiamo dimenticato il periodo del “miracolo”, del divieto di assemblea e volantinaggio, dei pass per andare a trovare un tuo amico in un’altra tendopoli, del divieto di cioccolata e caffè (sembra uno scherzo!) a Piazza d’armi, del divieto d’ingresso per i giornalisti e le telecamere, degli striscioni proibiti o strappati, della presa in giro del “dalle tende alle case” finita con migliaia di persone spostate negli alberghi lontano da L’Aquila, nascondendo il proprio fallimento con le minacce (“smontiamo i bagni e le mense”), l’ipocrisia (gli irriducibili) e la violenza (Piazza d’armi). Leggi il resto di questo articolo »
L’esistenza sotto processo
In questi giorni ringraziamo i tantissimi che ci hanno fatto sentire la propria solidarietà per il processo a CaseMatte del prossimo 10 aprile.
Ci teniamo però a far luce anche su un’altra vicenda che, paradossalmente, è molto meno nota. Ci riferiamo alle denunce seguite alla manifestazione romana del 7 luglio 2010 quando migliaia di aquilani manifestarono a Roma trovando ad accoglierli polizia e manganelli su Via del Corso.
Per quella manifestazione tre giovani, un ragazzo di CaseMatte e due romani, sono imputati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 23 febbraio a Roma.
A questa versione che vuole far passare chi era lì a manifestare pacificamente come un aggressore noi non ci stiamo. Quel giorno a Roma eravamo in migliaia, con i nostri volti ben in vista, a cercare di esercitare con determinazione i nostri diritti e le nostre libertà fin sotto i palazzi del potere. Ma la polizia ci ha caricato più volte nel tentativo di impedirci di esprimere le nostre idee, il nostro dissenso sopprimendo la nostra civile protesta. Questa è la verità scolpita nel ricordo dei presenti e documentata dai video e dalle foto reperibili in rete!
Già nel luglio 2010, con una conferenza stampa, abbiamo tentato di smascherare questa messa in scena, tesa (così come tutta la campagna di disinformazione dei media nazionali) a cercare di nascondere la rabbia contro le ingiustizie che il nostro territorio ha subito e continua a subire.
Quella giornata ha rappresentato un momento fondamentale per la battaglia a difesa dell’economia del territorio e sulla restituzione delle tasse.
E’ dunque vergognoso oggi dover assistere ai litigi di partiti e istituzioni locali impegnati solo ad attribuirsi il merito della decurtazione della restituzione delle tasse (che è molto meno di ciò che chiedevamo), mentre alcune delle persone che hanno lavorato per la buona riuscita di quelle mobilitazioni sono sotto processo nel silenzio generale.
Per questo lanciamo una campagna di solidarietà in vista dell’udienza del 23 febbraio, attraverso l’organizzazione di un grande evento/concerto in piazza, in cui inviteremo tutta la città a partecipare, per ribadire che l’ondata di repressione contro chi si è battuto a difesa del territorio non potrà fermare la nostra battaglia per una ricostruzione giusta.
Prossimi eventi
Ogni domenica ore 18 Assemblea 3e32 @CASEMATTE
Ogni lunedì ore 20,30 Assemblea @ASILO
sabato 26 gennaio ore 22
Pure Vibes: Drum’n'Bass, Dubstep @asilo
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sabato 28 gennaio serata beat @casematte
ore 21 cena sociale
ore 22 Concerto I Mitomani
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giovedi 2 febbraio
Stooner Boom @asilo
dalle ore 22 Whirlings – Greystone – Karl Marx was a Broker
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sabato 3 marzo @casematte
ore 21 cena sociale
ore 22 Coffee Shower + Dependent in concerto
Ci vediamo a Collemaggio!
Domenica 22 gennaio ci vediamo a Collemaggio!!
Iniziano le domeniche alla riscoperta e alla riappropriazione dell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio attraverso una serie di iniziative domenicali.
1 anno di Radio Stella 180 web-radio dell’Associazione 180amici onlus dell’Aquila in collaborazione con il centro diurno pschiatrico
ore 11 appuntamento ai cancelli dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio
Visita guidata ai padiglioni ed al parco di Collemaggio - Installazione del 1° bussolotto della campagna
ore 13 Pranzo Sociale a CaseMatte
ore 15 Radio Stella 180 (ultimo container del centro diurno accanto all’accademia dell’immagine) workshop su come funziona e quali sono le attività di una web-radio, in collaborazione con Radio Popolare Roma
Diciannove ettari accanto al cuore spento della nostra città. Una città-giardino con i suoi edifici dell’inizio del ’900 che ci parlano di una storia recente, molto attuale.
Un pezzo di città che, nonostante il terremoto, sembra ancora una città.
In questo colle del maggio in tanti hanno vissuto, in tanti hanno sofferto, tanti ci hanno lavorato, tanti l’hanno attraversata. Negli anni tanti hanno sognato un futuro radioso di riqualificazione scrivendo progetti, approvando delibere, mentre, col passare del tempo, veniva abbandonato e lasciato al degrado.
Dopo la chiusura dell’Ospedale Psichiatrico e l’apertura dei cancelli l’area è divenuta di proprietà della Asl che ha mantenuto alcuni servizi, occupandone alcune parti, vendendo o dando in gestione alcuni suoi edifici (all’Accademia dell’Immagine o ad alcune attività sociali).
E nel cielo di Collemaggio si addensavano nuvole: la ristrutturazione del Servizio sanitario, il buco della sanità regionale, l’accorpamento delleAsl, il terremoto, il disinteresse delle istituzioni, il silenzio dei cittadini.
La Asl vuole vendere ma non può farlo, perché la destinazione è sanitaria, il comune dorme sogni tranquilli mentre si diffondono voci di immobiliari che vorrebbero comprare.
Nessuno parla di cosa vogliamo fare di questa area.
E pochi iniziano a farlo, vivendo quotidianamente questa area cercando, dal basso, di aprirla alla cittadinanza e riqualificarla. Leggi il resto di questo articolo »
Non ci lasceremo intimidire, CaseMatte rEsiste e rilancia.
Il 10 Aprile saremo in tribunale per il processo sull’occupazione di CaseMatte, ossia di un piccolo spazio all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, abbandonato per anni e ora divenuto fondamentale punto di riferimento.
Uno spazio riqualificato esclusivamente con le nostre forze e senza finanziamenti pubblici, per rispondere a bisogni reali di carattere sociale, abitativo e politico, che le istituzioni non riescono a garantire. Uno spazio nel quale, per più di due anni, sono stati organizzati centinaia di concerti, assemblee e dibattiti all’interno del quali sono intervenuti anche esponenti dell’amministrazione comunale e dell’opposizione, alcuni dei quali ora si guardano bene dal prendere posizione.
Tutto ha inizio – vale la pena ricordarlo – nel settembre 2009, momento in cui questi bisogni erano ancora più vitali di oggi. Una fase sulla quale questo processo deve far luce, ponendo una lente di ingrandimento sulle responsabilità della sospensione dei diritti democratici, ovvero sul prolungamento dopo il sisma dello stato d’eccezione e sul fallimento della gestione dell’emergenza.
Nella città delle speculazioni, delle mancate promesse, della mancanza di progettualità e del vuoto sociale, per noi ‘riprendiamoci la città’ non ha rappresentato solo uno slogan, ma una pratica quotidiana. Dovevamo farlo, e l’abbiamo fatto. Per noi è legittima la riappropriazione degli spazi pubblici, così com’è legittimo invadere la zona rossa con le carriole, manifestare sotto i palazzi del potere a Roma, occupare l’autostrada e contestare il commissariamento. Tutti momenti che hanno portato finora a più di sessanta denunce.
Ma, chi è fuorilegge? Quali sono i delinquenti? Cos’è legittimo? Le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio sono conseguenza della forte volontà del Manager della Asl aquilana Giancarlo Silveri, che ha sempre rifiutato ogni forma di dialogo, e che forse preferirebbe che a Collemaggio rimanesse l’abbandono e il degrado, per svendere l’area insieme a tutta la sanità pubblica. Una sanità pubblica che ancora non riesce a ricostruire parti fondamentali dell’ospedale aquilano, utilizzando impropriamente i soldi dell’assicurazione sul sisma per pagare il debito regionale.
Ci sembra di esser finiti in una realtà ribaltata, in cui una ricostruzione inesistente diventa visibile grazie agli effetti spettacolari dei progetti c.a.s.e., degli annunci dei commissari e dei teatrini di potere, mentre quelle tante piccole-grandi ricostruzioni legate al lavoro quotidiano sono bandite, costrette a rendersi invisibili e a nascondersi per non essere denunciate.
Ringraziamo tutti quelli che ci hanno dato la loro solidarietà, invitandoli a sostenerci il prossimo aprile, ma ancor prima invitiamo tutta la città a dare il ‘bentornato’ a Guido Bertolaso, all’udienza per il processo sulla commissione grandi rischi il prossimo 12 gennaio.
Non ci lasceremo intimidire dalle denunce e dai loro mandanti politici. Noi non ce ne andremo.
Equità o Equitalia?
A due anni e mezzo dal sisma migliaia di persone nel nostro territorio si ritrovano ancora senza lavoro né reddito, precarie, cassaintegrate, senza alcuna misura di sostegno economico adeguata da parte delle istituzioni; e in più su tutti noi pesa enormemente, ogni giorno di più, il problema del DEBITO. Debiti che si moltiplicano mentre le nostre entrate si azzerano, debiti che non potremo mai pagare.
In questa situazione drammatica, in perenne attesa di una ricostruzione che non è mai realmente partita, sul nostro territorio cadrà anche il peso della manovra del Governo del “commissario” Monti. Si tagliano i diritti dei lavoratori, le pensioni e non le spese militari (come i 15 miliardi di euro che l’Italia sta spendendo per gli F35 americani). Non si investe nulla sulle reali esigenze del Paese: la precarietà delle nuove generazioni, l’ambiente e le energie rinnovabili, l’istruzione e la sanità pubblica, mentre si insiste a portare avanti grandi opere costose e inutili come la TAV.
Non si considera minimamente come priorità del Governo la messa in sicurezza del territorio nazionale, dilaniato da continue calamità, e la ricostruzione de L’Aquila, ma ci si chiede di restituire e pagare altre tasse, perfino sulla nostre case crollate in cui di questo passo forse non rientreremo più.
EQUITALIA è l’agenzia che per conto delle Stato tartassa di continuo con le sue famigerate cartelle esattoriali chi già fatica ad arrivare a fine mese. Sai che, grazie all’ultima Finanziaria, se non paghi, Equitalia può pignorarti quello che resta della tua casa o della tua attività? E tu che fai? Continui ad aspettare che l’ultima ordinanza ti salvi la vita? Come possiamo ricostruire la nostra città e progettare un futuro se subiamo ogni giorno il ricatto del debito? Se, insieme ai beni, sono le nostre stesse vite ad essere ipotecate?
Incontriamoci per organizzarci in modo indipendente per fare fronte comune e trovare soluzioni pratiche per una via d’uscita. Solo così potremo affrontare seriamente la sfida della ricostruzione.
Contro l’usura e il ricatto, questo è il tempo della nostra dignità!
info: 349/8061655 - info.3e32@gmail.com
Vicini alla comunità senegalese

Dal Coordinamento Regionale dei Senegalesi in Toscana:
“I nostri fratelli Mor Diop e Samb Modou sono stati assassinati e Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike gravemente feriti da una mano armata dall’odio xenofobo, lucido e determinato. Tutti sono vittime della manifestazione estrema di un razzismo quotidiano che umilia sistematicamente la nostra dignità.
La strage del 13/12 a Firenze necessita di una risposta ampia e plurale, che esprima lo sdegno per i barbari assassinii e la ferma volontà di operare concretamente perché simili fatti non si ripetano. E’ necessario che non ci si limiti all’abbraccio solidale verso la nostra comunità colpita ed alla partecipazione al nostro dolore solo per un giorno.
Occorre andare più a fondo e individuare tutte e tutti insieme come si è costruito nel tempo il clima che rende possibile l’esplodere della violenza razzista come è avvenuto il 13 dicembre a Firenze e solo due giorni prima a Torino con il pogrom contro un insediamento Rom. Bisogna interrogarci su come siano stati dati spazi, per disattenzione e/o per complicità, ai rigurgiti nazi-fascisti di gruppi come Casa Pound, quale ruolo abbiano avuto in questa escalation non solo i veleni sparsi dalle forze “imprenditrici” del razzismo, ma anche gli atti istituzionali che, a livello nazionale e locale, hanno creato, in nome dell’ordine e della sicurezza, discriminazioni e ingiustizie.
Chiediamo l’impegno di tutte e tutti per cambiare strada, intervenendo sul piano culturale e della formazione del senso comune, promuovendo il rispetto della dignità di ogni persona.
E’ necessario avere come punto di riferimento costante il riconoscimento dei diritti sociali, civili e politici delle persone immigrate, dei rifugiati e richiedenti asilo e dei profughi, eliminando i molti ostacoli istituzionali che contribuiscono a tenere in condizione di marginalità la vita di molti migranti in Italia.
Occorre dare piena applicazione al dettato costituzionale e alle leggi ordinarie che consentono la chiusura immediata dei luoghi e dei siti come Casa Pound, dove si semina l’odio e si incita alla violenza xenofoba.
Bisogna che tutte le energie positive, che credono nella costruzione di una città e di un Paese della convivenza e della solidarietà, si mobilitino unite per fare barriera contro l’inciviltà, il razzismo, l’intolleranza [...]”
SIAMO TUTTI SENEGALESI
ANCORA DISAGI ALL’OSPEDALE SAN SALVATORE
7 Dic 2011 L’aquila - A causa di problemi ai computer degli sportelli per il pagamento dei ticket questo pomeriggio una folla di centinaia di persone è rimasta fino a poco fa congestionata in sala di attesa e nell’impossibilità di farsi visitare.
Verso le 15e30 la situazione è divenuta incandescente con grida e proteste delle quasi 600 persone in attesa (il numero per ricevere era fermo a 100 e la macchina dispensatrice dei piccoli biglietti per la fila era arrivata a 700).
Intorno le 16 le persone hanno deciso di pretendere allora di farsi visitare senza pagare il ticket recandosi direttamente negli ambulatori.
A BREVE PROVEREMO A DARE ULTERIORI INFO. Se qualcuno vuole dare la sua testimonianza può scrivere a questo indirizzo mail mediacrewcasematte@gmail.com o chiamare lo 0862 204406
Cerchiamo foto, ci aiutate?
In questi giorni stiamo preparando la grafica per il calendario 2012 del 3e32,
cerchiamo foto dell’anno 2011 di manifestazioni, eventi fatti a casematte o all’asilo o semplicemente foto dell’Aquila.
Ovviamente sul calendario sarà indicato il nome di chi ha fatto la foto.
Se avete foto da proporre mandate un email a mediacrewcasematte@gmail.com




